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Schiacciare i punti neri con le dita è giusto?

Schiacciare punti neri, stai facendo la cosa giusta?

Se sei capitata su questo articolo, probabilmente appartieni alla nutrita schiera di tutti coloro che, dopo aver perso la pazienza dietro a cerotti, maschere e altri strani attrezzi hanno deciso di schiacciare tra indice e pollice (o tra indice e indice) gli odiati comedoni aperti.

 

Schiacciare manualmente punti neri è sempre una pessima idea!

Cercherò di spiegarti pazientemente perché schiacciare i punti neri rappresenta una pessima idea e ti darò, un’alternativa valida.

I punti neri non andrebbero infatti mai schiacciati o spremuti, perché le controindicazioni e i rischi della pratica superano di gran lunga l’emero piacere derivante dal vedere una piccola striscia di sebo che fuoriesce dal nostro tessuto epidermico.

Nemmeno la disperazione più nera dovrebbe mai condurti in direzione dello schiacciamento manuale dei punti neri, dato che potresti agevolmente pentirti dopo pochi giorni (ore o minuti) delle tue azioni.

Schiacciare punti neri non è decisamente una buona idea

Buona parte di coloro che si trovano a soffrire di problematiche legate alla sovrabbondanza di punti neri sul volto tendono spesso a fermarsi alla superficie delle cose e a procedere guidati dall’istinto.

Dopo una rapida occhiata allo specchio si accorgono cioè di avere il naso e le guance infestati dai punti neri e decidono d’impatto di provare a schiacciare con le dita i misteriosi punticini che deturpano l’estetica del loro volto.

Schiacciare punti neri non garantisce la loro rimozione

Quando schiacci i punti neri, non stai dunque arginando la problematica, ma semplicemente limitandoti a far uscire un quantitativo di sebo che non corrisponde mai al totale contenuto nel singolo punto nero.

Questo accade perché le dita umane non sono uno strumento efficace; le nostre mani sono state progettate per svolgere una miriade di funzioni, ma, tra esse, lo schiacciare punti neri non è incluso.

La pressione esercitata con due dita nelle prossimità dell’area che presenta un punto nero non risulta infatti sufficiente a garantire la fuoriuscita della totalità del sebo contenuto nel comedone aperto, dato che i punti neri si sedimentano troppo in profondità.

A differenza dei brufoli (non schiacciate neanche quelli, se possibile!), i punti neri non sono eruzioni cutanee, ma sedimentazioni verticali strutturate verso il basso.

Mentre il brufolo presenta cioè buona parte del contenuto sebaceo in una porzione di pelle superiore al livello dell’epidermide, per il punto nero vale l’esatto contrario: il brufolo si struttura verso l’alto; il punto nero verso il basso.

L’aver schiacciato con successo miriadi di brufoli poco incide dunque sulle probabilità di successo nello schiacciare i punti neri, data la differenza morfologica tra le due tipologie di accumuli di sebo.

Non gioite dunque per il piccolo cilindro di sebo che abbandona il vostro volto a seguito della pressione esercitata con le dita, perché altro sebo continua a persistere in prossimità del foro della pelle rimasto nuovamente aperto!

Schiacciare punti neri provoca lesioni e traumi alla pelle

Ogni volta in cui schiacciamo punti neri come se non ci fosse un domani, sottoponiamo la pelle del nostro volto ad un infinito stress, distruggiamo capillari, andiamo ad interferire con la sua naturale tendenza all’elasticità e riduciamo di molto la possibilità della pelle di irrorarsi di sangue.

Schiaccia e ri-schiaccia, rischiamo sempre più frequentemente di produrre lesioni destinate a cronicizzarsi, no a trasformarsi in autentiche cicatrici e di martoriare un tessuto epidermico che faticherà sempre più a recuperare la sua naturale elasticità e un tono ottimale.

Il pericolo concreto è dunque quello di trovarci con una pelle del volto ricca di punti neri (dato che difficilmente scompariranno schiacciandoli), rossori, lidi, cicatrici e non solo. Oltre al trauma meccanico prodotto dalla pratica dello schiacciare i punti neri, è ben presente il pericolo legato alle infezioni batteriche.

Punti neri, cosa fare?

Spero veramente che le mie parole siano riuscite a far desistere dalla tentazione di schiacciare punti neri e che siate giunte a più miti consigli confrontando con i rischi verso i quali andreste incontro in caso contrario.

Discorso analogo vale per i brufoli: non schiacciate nulla che si manifesti sul vostro volto, onde evitare il rischio di traumi e infezioni.

Cosa fare dunque con gli odiati punti neri? Come ti spiegavo nei miei articoli precedenti, i cerotti non rappresentano una soluzione valida, così come le black mask o (manco a dirlo) le pinzette.

L’unico modo di approcciarsi correttamente ai comedoni aperti consiste nel cercare di trattarli con tutta l’energia necessaria per rimuovere in profondità gli accumuli di sebo e, al contempo, con la dolcezza necessaria a mettere al riparo la pelle da traumi e infezioni.

L’unica strada percorribile è dunque quella di un dispositivo completamente atossico e mirato alla risoluzione del problema in modo specifico. Proprio per garantire il massimo risultato con il minimo sforzo è stato pensato e sviluppato Poppy. Infatti consente di aspirare in profondità il contenuto di sebo presente nei comedoni aperti, riservando la sua azione solo all’area del volto interessata.

A differenza della pressione effettuata tramite le dita della mano (spesso del tutto casuale), Poppy consente, attraverso una serie di beccucci mirati, di focalizzarsi su ogni specifico punto nero.

Tutto questo, accade, inutile dirlo, senza che traumi e lesioni di sorta abbiano luogo, ma limitando le “problematiche” ad un lieve e transitorio rossore, agevolmente lenibile con una crema all'aloe come per esempio la nostra CARY

Se dunque intendi eliminare gli odiati punti neri senza correre il rischio di causare alla tua pelle problematiche maggiori, Poppy rappresenta la soluzione migliore.

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